Villager Hub è il primo abilitatore turistico per i piccoli comuni italiani che ha la missione di riattivare i borghi attraverso il modello del Minimum Viable Village – Villaggio Minimo Funzionante: un ecosistema di ospitalità diffusa, esperienze locali e servizi essenziali pensato per accogliere viaggiatori in cerca di autenticità.
Villager, letteralmente parlando, vuol dire villeggiante, o più semplicemente paesano. L’Hub è il fulcro strategico in cui sorge il format turistico del Villaggio Diffuso che s’ispira al modello più ampio dell’ospitalità diffusa. Di cui è ideatore il professor Giancarlo Dall’Ara. Il focus, pertanto, ci induce a ritornare al clima del cosiddetto villaggio in cui le relazioni erano orizzontali e paritarie e in cui tutti si sentivano parte di una comunità, ognuno col proprio ruolo e le proprie responsabilità. Con queste premesse, dunque, si evince che il villaggio diffuso è il format di ospitalità diffusa, ri-visitato e rinnovato, che è replicabile ovunque e con chiunque sia intenzionato a ri-creare quel clima e quelle condizioni di socialità organica.

Villager Hub è rivolto, in particolare, al target dei Comuni/Borghi con < di 5000 abitanti che hanno l’esigenza di strutturare un sistema di ospitalità diffusa organizzato, snello e partecipato. Nei borghi con > di 5000 abitanti si applica lo stesso principio su di una frazione interna che risulta più idonea
all’implementazione del circuito di ospitalità.
l problema cronico che attanaglia i borghi italiani è lo spopolamento, l’impoverimento del tessuto socio-economico e il rischio della scomparsa delle identità e delle tradizioni locali. È un problema inversamente proporzionale al congestionamento delle grandi città che sono assalite da turisti durante tutto l’anno, provocando quel fenomeno denominato di overtourism, o più precisamente di unbalanced tourism. Ovvero turismo sbilanciato tra borghi e grandi città. Basti pensare che Il 70% dei turisti stranieri visita l’1% delle destinazioni italiane (città d’arte). Esiste un potenziale del 99% delle destinazioni da sviluppare.
Minimum Viable Village risolve il problema della burocrazia rigida e vincolante, della mancanza di competenze nei territori e favorisce la transizione della comunità verso il cambiamento, attutendo le resistenze culturali. È un sistema snello che riduce i costi e i tempi di attivazione perché è modulare e cresce gradualmente. Il Villaggio Minimo è concepito per ottimizzare e mettere a sistema ciò che è già esistente nella comunità. Quindi, tende alla sostenibilità dell’intervento.

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